Tuesday, July 18, 2017

of supernatural suitcases -- sulle valigie soprannaturali


I tend to pack at the very last minute. I love the whole preparation of the trip, but packing, especially if it involves planning for several climates and people, has lost its fun.
Today as I was circling the still empty suitcase on my bedroom floor, I remembered a friend of mine who once told me this story: she said she was supposed to visit a friend in the US. For some reason, she couldn’t explain, she kept postponing the packing. Days went by, the date of her departure was just around the corner and she still hadn’t packed a thing. Then, on the last day before she was supposed to leave, she found out she was pregnant.
The moral of her story was: somehow, through a kind of supernatural communication, the 4-week-old embryo she was carrying had told her not to go.

I was astonished.

Since when is being pregnant a good enough reason to cancel a trip?

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Di solito faccio le valigie all’ultimo momento. Mi piace da pazzi pianificare un viaggio, ma fare le valigie, specialmente se devono tenere conto di diversi climi e diverse persone, mi uccide.
Oggi mentre giravo intorno alla mia valigia ancora vuota, aperta sul pavimento di camera mia, mi sono ricordata di questa storia che mi aveva raccontato una mia amica.
Si stava preparando a partire per un viaggio negli Stati Uniti a trovare una sua amica. Per qualche ragione che non riusciva a spiegarsi, non le veniva proprio di preparare i bagagli. I giorni passavano e niente, la valigia era ancora vuota, finché il giorno proprio prima della partenza si è accorta di essere incinta.
Il suo morale della favola era che l’embrione di poche settimane che portava in grembo, le aveva fatto sapere attraverso una specie di comunicazione soprannaturale, che non doveva partire.

Ero senza parole.


Da quando la gravidanza è un motivo sufficiente per cancellare un viaggio?

Saturday, July 15, 2017

of the perfect nickname -- sul soprannome perfetto


What a lucky guy this Jeremy Meeks: not only did he go from rags to riches with a career in modeling on the world’s most prominent catwalks, but he was blessed with the perfect nickname to capture the imagination of every woman in the world: THE HOT FELON! It cracks me up! The perfect combination of handsomeness and bad-boyness every woman wants in a man. Second only to my son’s made up stage name for his videogames alter ego: EL PERRO LOCO.

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Che fortuna questo Jeremy Meeks, non solo è passato dalla miseria a una carriera come modello su tutte le passerelle del mondo, ma è stato anche benedetto con un soprannome perfetto per catturare la fantasia di tutte le donne del mondo: THE HOT FELON (il galeotto sexy, tradotto liberamente).

Mi fa morire dal ridere! La combinazione perfetta tra fascino e dannazione che ogni donna sogna di trovare in un uomo. Un soprannome secondo soltanto al nome d’arte dell’alter ego di mio figlio quando fa i videogiochi: EL PERRO LOCO.

Wednesday, July 12, 2017

of who is really obsessed -- su chi è veramente fissato

(If you are a prude, or one of my kids, don't read this!)
So I try not to read all the political news because if I want to get nauseous I’d rather do it properly and work up a good old-fashioned hangover. But last night it just happened that I turned on the TV looking for my daily dose of gods clad in white (Wimbledon) and instead landed on a fateful news channel just as it covered the latest developments of the Russiagate scandal.
It was showing the statements of some prominent republicans in Washington about Trump’s apple-not-fallen-far-from-the-tree son’s emails.
They were:

-We need to look forward, not backwards.
-Press obsessed with this. Bad press.
-Government stuck in this nonsense instead of getting work done for the American people.
-Democrats' obsession.

I had to laugh. Obsession? Gentlemen, let me refresh your conveniently short memory with just one word:
Lewinski.

I was stuck in Panama and watching way too much TV when the Lewinski scandal broke. I was astonished by the morbid, tabloid-worthy details the republicans were after, because in my country we couldn't care less about whose stains are left on whose dress, as long as politicians get their job done and don't steal public money (problem is, they fail at both).
But the more I followed this case, the more I felt sorry for Hillary, because her daughter Chelsea was on the verge of puberty, and how is a mother supposed to have THE TALK with a child whose father just declared to the whole entire world that oral sex is NOT SEX?

It now seems that for the new generations this idea has become the norm, that such an intimate act we considered even MORE intimate than intercourse, has been reduced to the ranks of a good-night kiss. But one-way. So much for romance. 

I would have given President Clinton one more chance to redeem himself on his matter during his hearing:

“So, Mr. President, did you reciprocate?”
“Well… kind of… the cigar…”
“I SAID: DID YOU RECIPROCATE?”
“Well… no…”


IMPEACHED!

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(se vi scandalizzate facilmente o se siete uno dei miei figli, non leggete questo post!) 
Cerco di stare alla larga dalle notizie politiche perché se voglio che mi venga la nausea preferisco farlo alla vecchia maniera con una bella bottiglia di buon vino tra amiche. Ma ieri sera ho acceso la tele per avere la mia dose giornaliera di dei vestiti di bianco (Wimbledon) e sono finita per caso su un canale che trasmetteva le ultime notizie sullo scandalo del Russiagate
Più precisamente stavano riportando i commenti di alcuni rappresentati del partito repubblicano riguardo alle mail del figlio di Trump che come se ce ne fosse stato bisogno, conferma col massimo dei voti la teoria di dove cade la mela.
I commenti erano:

-Dobbiamo guardare avanti, non indietro!
-La stampa è ossessionata da questa storia, colpa della stampa!
-Il governo viene trascinato nel fango e non può occuparsi delle questioni importanti per il popolo americano!
-I democratici sono fissati.

Ma che ridere. Fissati? Cari signori, posso rinfrescare la vostra memoria convenientemente corta? Basta una parola:
Lewinski.

Ero piantata a Panama e guardavo dosi tossiche di televisione quando è esploso lo scandalo Lewinski. Non riuscivo a capacitarmi dell’interesse morboso e degno solo dei peggiori giornali scandalistici che i repubblicani dimostravano per ogni laido dettaglio. Dopotutto nel mio paese a nessuno interessa di chi sono le macchie o di chi è il vestito se i politici fanno il loro dovere e non rubano soldi pubblici (il problema è che deludono su entrambi i fronti).
Più seguivo questo caso, più mi chiedevo come avrebbe fatto Hillary.
Eh si, perché sua figlia era all’inizio della pubertà, e come fa una madre ad affrontare il discorso delle api e dei fiori con la propria figlia, se suo padre ha appena dichiarato al mondo intero che il sesso orale NON È SESSO?

Purtroppo pare che per la nuova generazione quest’idea sia stata sdoganata, che un atto che noi consideravamo PIÙ intimo del fare l’amore, sia stato ridotto a niente più che un bacio della buona notte. Ma a senso unico. Che romanticismo.

Avrei dato a Clinton un’ultima occasione per redimersi su questa questione durante il suo interrogatorio.

“Allora, signor Presidente, avete contraccambiato?”
“Beh… in un certo senso… il sigaro…”
“AVETE CONTRACCAMBIATO?”
“Beh… no…”

IMPEACHED!