Saturday, November 18, 2017

of the recycling Angel -- sull'Angelo della parsimonia


So my Grandfather Angelo lived through two world wars. 
He also remembered when he saw the first car on the streets of Milan and walked suspiciously around it with the other kids, to see where they hid the horses. 

My Grandfather Angelo never wasted anything. 
Having been through times of extreme deprivation, he threw away vey little. 
He had drawers upon drawers in the kitchen of his home in Via Archimede filled with old rubber bands, pieces of string, old screws, little treasures that might have come in handy, one day.

When twice a month I prepare the pile of paper we put outside our building for the recycling truck, I sit on the floor with my legs crossed and remove with a knife every single metal staple from every publication that's going into the pile. 

I drop them into a used can of tomatoes from our metal recycling bin and make him proud. 

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Mio Nonno Angelo ha vissuto due guerre mondiali sulla propria pelle.
Si ricordava anche di quando aveva visto la prima automobile sulle strade della sua Milano e con gli altri ragazzini ci avevano girato intorno insospettiti, per vedere dove avessero nascosto i cavalli.

Mio Nonno Angelo non sprecava mai niente.
Siccome aveva provato le privazioni della guerra, non buttava via quasi nulla. Nella cucina della sua casa in Via Archimede aveva cassetti interi pieni di vecchi elastici, cordini, viti, pezzi di fil di ferro, piccoli tesori che un giorno avrebbero potuto tornargli utili.

Quando due volte al mese preparo la pila di giornali da mettere sotto casa per il camion del riciclaggio, mi siedo per terra con le gambe incrociate e tolgo con un coltello ogni singola graffetta da ogni giornale che finirà nel riciclo. 

Le faccio cadere ad una ad una in una vecchia latta di pelati che prendo dal bidone del metallo, e penso a lui. 

(pic from Margreiter Technik)

Thursday, November 16, 2017

of the Shazam for food -- sul Shazam per magnà

So for us who were kids in the 80s, our favorite songs played elusive on the radio and just if we owned cutting-edge technology (in the form of an integrated cassette-player/recorder) could we get a hold of them and replay them on demand. 
They had of course the voices of the DJs overlapping on the music at the beginning and the end of the song, but it was ok. 
George Michael was singing and his Careless Whisper was all that mattered.

Of course now that this crazy technology lets you OWN any song you like on your telephone, people from my generation are going crazy, it's like we won the lottery, I download a trillion songs with Spotify. 
A day. 

So I was thinking: this app that recognises songs in real time is great and everything, but couldn't the Apple geniuses come up with the same kind of thing for food? Like if I go to a restaurant and have the best risotto of my life, why can't I take a picture of it and have my iPhone tell me the ingredients and procedure of the recipe? How hard can it be? 
Coding is not really my thing, so I am just offering you software geeks this great idea, free of charge, so there. 

In reality this post is not about risotto. Is that I wanted to write something with George Michael's name in it, because you know, it's been almost one year and that sucks. 

Also, in this regard, I have a confession to make: never been a tech whiz. When I finally got a serious stereo system, I was ecstatic recording my Wham LPs on cassettes, so I could play them on my yellow Sony Walkman
Once I got upset that the length of the LP didn't match the length of the tape, there was still quite a bit of blank tape left at the end of the last song, and I didn't want to use the FF button on my Walkman because it would have drained the batteries. So feeling EXTREMELY SMUG, I surgically operated the cassette, opened it by carefully unscrewing the tiny screws and cut off the excess tape.

The result? No more blank tape but instead George Michael singing like Alvin from the Chipmunks.

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Per noi che siamo cresciuti negli anni 80, le nostre canzoni preferite scorrevano inafferrabili alla radio, ed è solo quando finalmente abbiamo avuto quelle futuristiche radio con il registratore integrato, che abbiamo potuto registrarcele e riascoltarle a piacimento. Certo c'erano le voci dei DJ di 105 che rovinavano sia l'inizio che la fine della canzone, ma dopotutto erano George Michael e il suo Careless Whisper, e andava bene lo stesso. 

Naturalmente ora che grazie a questa tecnologia possiamo mettere le mani su QUALUNQUE canzone vogliamo, diventiamo matti come se avessimo vinto la lotteria. Io mi scarico un miliardo di canzoni con Spotify. 
Al giorno. 

Quindi stavo pensando: questa app che riconosce le canzoni è veramente divertente, ma questi geni della apple, non potrebbero venire fuori con un programma simile che invece delle canzoni, riconosce le ricette? Tipo che se sono a un ristorante e ordino il miglior risotto del mondo, perché non posso fotografarlo e avere automaticamente la ricetta? Non può essere così difficile. 
"Coding" non è proprio la mia specialità (è quello che faccio coi capelli prima di uscire a correre: mi faccio la coda), quindi vi regalo quest'idea favolosa, ecco.

In realtà questo non è un post sul risotto ma su George Michael, perché fra poco sarà un anno e mi dispiace ancora. 

A proposito, questo mi sembra il momento ideale di fare una confessione: non ho mai avuto grandi doti tecnologiche. Quando finalmente ho avuto uno stereo decente, ero fuori di me dalla gioia perché potevo registrare i miei LP degli Wham su cassetta e portarmeli in giro nel mio Walkman della Sony giallo. 
Una volta però, siccome la lunghezza dell'LP non corrispondeva alla lunghezza del nastro e ne avanzava ancora un bel po' alla fine (non volevo usare tasto FF per non scaricare le batterie), ho deciso di fare un'operazione chirurgica alla cassetta. Cavoli come mi sentivo furba. Ho svitato le vitine, tagliato via il nastro in eccesso e riattaccato il capo alla bobina. Fatto.

Il risultato? Niente più nastro in eccesso ma adesso George Michael cantava come Alvin dei Chipmunks. 

(pic from Retrostylemeida.co.uk)

Wednesday, November 15, 2017

of marriage and Lufthansa -- sul matrimonio e la Lufthansa



So, you would think that after so many years of practice, we'd start to get better at marriage
But no. 
It's hard enough but wait until two cranky teenagers are added to the recipe. God, it's hard. 
It's hard to get out of certain patterns when it's always the same people who are involved.
And that's why they put "the bridge" into songs. Because at a certain point you just want a break, you want the music to sound a bit different

Recently my sister had a chance to enjoy an upgrade during an intercontinental flight with Lufthansa. And that, my friends, was a different music.

The darling flight attendant who was taking care of her, is the reason why we agreed that ALL HUSBANDS IN THE WORLD should undergo the same training at some point in their lives, sooner rather than later.

The guy:

Asked her multiple times whether she was comfortable or needed anything.

Kept coming by with wine and filling her glass.

He kneeled by her side to better catch all that she was saying.

Brought wine.

Every time he walked by her seat, he smiled at her.

Gave her wine.

He made sure her blanket was covering her legs.

He had wine.

Smiled at all times and addressed her politely by her name. 

Did I mention the wine? There was wine

He put a bottle of water by her side while she was asleep, just in case. This means: "Sleep well, I will be watching over you, I thought you might get thirsty at some point. Let me know if there is anything else I can do for you. Sweet dreams." 

Lufthansa is the answer. Let's sign the husbands up right away.

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Verrebbe da pensare che dopo così tanti anni di pratica potessimo averla capita questa cosa del matrimonio
Invece no.
Già è un casino di per sé, ma poi aspettate che si aggiungano al pentolone due adolescenti in crisi esistenziale. 
Dio mio.
È difficile uscire da certi scenari quando sono sempre gli stessi personaggi a essere coinvolti. 
Ed è per quello che nelle canzoni mettono il "Bridge", perché a un certo punto, almeno per un po', vorresti sentire una musica diversa. 

Di recente mia sorella ha avuto la fortuna di godersi un cambio di classe durante un volo intercontinentale con Lufthansa, e quella si, cari amici, che era un'altra musica.

L'assistente di volo (che fra l'altro era un mega figone e conoscendo mia sorella so che buon sangue non mente) si è amorevolmente occupato di lei durante tutta la durata del volo, convincendoci che TUTTI I MARITI DEL MONDO dovrebbero fare lo stesso corso di formazione, e al più presto.

Le ha chiesto diverse volte se era comoda o aveva bisogno di qualcosa.

Continuava a passare con una bottiglia di vino per rabboccare il suo bicchiere.

Si accovacciava di fianco al suo sedile per sentire meglio quello che lei gli diceva.

Le portava dell'ottimo vino.

Ogni volta che passava nel corridoio, le sorrideva.

E le versava il vino.

Si è assicurato che la coperta arrivasse fino ai piedi.

Aveva del vino squisito.

La chiamava per nome e le parlava sorridendo.

Ho già detto del vino? Il vino.

Le ha messo una bottiglietta d'acqua vicino al sedile mentre dormiva. Un gesto che vuol dire: "Dormi bene, non preoccuparti di niente. Ho pensato potessi avere sete, stanotte, fammi sapere se posso fare qualcos'altro per te. Sogni d'oro."

Via! Tutti alla Lufthansa! E in fretta! 

(pic from Pinterest)









of the power to the people -- sul potere al popolo


So yesterday I went by myself to Bern on a sort of pilgrimage. I had booked a guided visit to the Bundeshaus, the Swiss house of parliament, to celebrate my newly acquired Swiss citizenship.

I dressed nicely for the occasion, but modestly, to fit in with my fellow citizens. I had a black turtleneck, beige pencil skirt and black boots. 

Stunning, I know. 

I also had my green Austen Freitag bag, a touch of Zürich design perfection.

I took the train to Bern and walked to the Bundeshaus to check in with security. 
At the beginning of the group tour, which was scheduled to be in German, our guide didn't ask the usual question: German or Swiss-german? 
Nein
We were into another level of swissness, she asked: is Bern-german ok? Because yes, 4 official languages are not enough, we also have hundreds of local variations. 
Of course it was ok, I didn't want to be thrown in the dungeons and stripped of my red passport.

The tour was very emotional. First of all, the Bundeshaus is by far the cleanest public space I have ever seen in my life, competing for the top spot only with Kyoto Station (where we the floor and stairs are routinely vacuum cleaned!).

Secondly, we could access the two chambers where the National Council and the Council of States meet, and make ourself comfortable in the representatives' chairs, because, as our guide reminded us in her beautiful Bern-german: they belong to us
At the national council, each representative can speak for an allotted time of 3 minutes. Which reminded me of my country of origin...

Thirdly, and this also made me think of Italy, the architecture of the palace and the symbolic allegory of the decorations are a visual representation of the Swiss direct democracy in which the highest power belongs to the people.
Go look for that in the corridors of power in Rome, and good luck finding any reference to the people. Perhaps under the rugs, together with our political establishment's long lost integrity.   

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Ieri ho preso il treno e sono andata a Berna a fare una sorta di pellegrinaggio. Avevo il biglietto per una visita guidata del Parlamento Svizzero, in celebrazione della mia nuova cittadinanza

Mi sono messa tutta elegante ma essenziale, per essere a mio agio tra i miei concittadini. Dolcevita nero, gonna a tubino beige e stivali neri. 

Mozzafiato, lo so. 

Avevo anche la mia borsa Austen Freitag verde, un tocco perfetto di design zurighese. 

All'inizio del giro, che era in tedesco, la nostra guida non ha chiesto la solita domanda a cui ormai sono abituata: tedesco o svizzero-tedesco? 
Nein
Eravamo decisamente a un altro livello di svizzeraggine, perché ha invece chiesto: il tedesco di Berna va bene per tutti? Perché non contenti di avere 4 lingue nazionali, abbiamo anche la scelta di una miriade di dialetti. 
Ovviamente ho detto che andava benissimo per non essere gettata nelle segrete e immediatamente spogliata del mio prezioso passaporto rosso. 

È stato emozionante. Innanzitutto il palazzo federale è tra i luoghi pubblici più puliti che abbia mai visto in vita mia, fa concorrenza forse solo alla stazione del treno di Kyoto dove abbiamo visto con i nostri occhi gli addetti alla pulizia che passavano l'aspirapolvere sulle scale. 

In secondo luogo abbiamo potuto entrare nelle camere dove si riuniscono il Consiglio Nazionale e Federale, e prendere posto sulle poltrone dei rappresentanti, visto che, come ci ha ricordato la nostra guida nel suo bellissimo tedesco di Berna, appartengono a noi.
Durante le sedute del Consiglio Nazionale, a ogni rappresentante viene data la parola per un tempo massimo di... 3 minuti, cosa che mi ha naturalmente fatto pensare al mio paese d'origine.

In terzo luogo, e anche questo mi ha ricordato l'Italia, sia l'architettura che l'allegoria simbolica delle decorazioni sono una rappresentazione fisica della democrazia diretta svizzera, secondo cui il potere sommo appartiene al popolo
Mi chiedo se nei corridoi del potere di Roma ci sia mai qualche riferimento al popolo. Forse sotto i tappeti, col resto della polvere e i vecchi residui di integrità della nostra classe politica. 






Thursday, November 9, 2017

of the electoral law -- sulla legge elettorale


So we have this ongoing joke in my home country. 
It's called elections. 
Or rather lack of thereof. 
The political elite in Italy has been able to perpetuate itself like an incurable disease for decades, disregarding the public opinion, shamelessly stuffing their pockets and their relatives', friends', associates', brown nosers' with public money. 

But it just happens that every so often (perhaps twice in every citizen's lifespan, so with pretty much the same frequency of a solar eclipse) political elections become unavoidable. 

What happens then? 

The government AND the opposition scramble frantically to come up with a new and improved strategy to screw us: they change the electoral law. 

They try to make us believe that it's in the interest of the country, whereas actually this sudden legislative ardour is meant exclusively to perpetuate the politicians' own power and privileges.

They like calling the new electoral laws with phoney Latin-sounding names to try and sound erudite, such as Mattarellum or Rosatellum, all originating from the ancient verbal form WE'LL-SCREW-YOU-UM.

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Nel mio paese d'origine abbiamo questa barzelletta.
Si chiama elezioni.
O meglio l'assenza di elezioni.
La casta dei politici in Italia è riuscita a perpetuare sé stessa per decenni come una malattia incurabile, fregandosene dell'opinione pubblica, riempiendosi le tasche (e quelle di tutti i parenti, amici, associati, lecchini di 3 generazioni) di soldi pubblici senza vergogna alcuna. 

Però a volte capita (circa un paio di volte nell corso della vita di ogni cittadino, quindi con la stessa frequenza di un'eclissi solare) che le elezioni politiche diventino inevitabili. 

E che succede allora?

Succede che sia il governo che l'opposizione si danno di colpo un gran da fare per trovare una nuova strategia efficace per fregarci. Vale a dire, una nuova legge elettorale. 

Ci fanno pure credere che sia nell'interesse del paese, quando invece questo improvviso ardore legislativo è inteso unicamente ad assicurare a sé stessi di poter mantenere il proprio potere e privilegi.

E danno alla nuova legge elettorale nomi idioti con assonanza latina per tirarsela da eruditi, tipo Matterellum o Rosatellum, tutte voci dell'antico verbo ANDATE-AFFANCULUM.

(pic from videoblocks)


Wednesday, November 8, 2017

of the glass ceiling index -- sulla barriera invisibile


So I have been doing some research for the Master I am doing at HSG, both online and on the field. 
My research was about the best (and worst) places to be a working woman. The Economist publishes a yearly "Glass Ceiling Index", which compares industrialised nations on progress on gender equality in the labour market.

The nordics are clearly up in the olympus of equal opportunities, but my host country, Switzerland, is unfortunately 4th from the bottom. It only manages to beat South Korea, Japan and Turkey. 
Childcare costs here ate 41% of an average wage, a complete killer of the family budget. It does not take a genius to understand why professional women are deciding to have their kids as late as possible, if ever, before their world as they know it falls apart. 

My research on the field was conducted during last week, as our class was hosted by a big engineering company for our Finance and Controlling module (whatever that is).
The Glass Ceiling Index should include in its criteria bathrooms as well. 
There were two ladies' bathrooms per floor. It was a treasure hunt finding them. One of them was locked and a sign on the door said: "key at the reception", 'cos the boys had probably taken over that one as well. 

The Italian translation of Glass Ceiling Index is "Invisible Barrier", I cannot imagine a barrier more visible and more sadly metaphoric than a locked door. 

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Per questo master che sto facendo a HSG ho fatto un po' di ricerche sia online che sul campo. La mia ricerca riguardava i posti migliori (e peggiori) per le condizioni di lavoro femminili. The Economist pubblica ogni anno un grafico chiamato "Glass Ceiling Index", letteralmente "Indice del Soffitto di Vetro", che il dizionario traduce invece come "Barriera Invisibile". Considera quali tra le nazioni industrializzate offrono le migliori condizioni di lavoro per le donne. 

I nordici sono lassù nell'olimpo delle pari opportunità, invece il paese che ci ospita (la Svizzera) è purtroppo solo quarto dal fondo. Peggio sono solo la Corea del Sud, il Giappone e la Turchia. 
I servizi per l'infanzia equivalgono in Svizzera al 41% di uno stipendio medio, una spesa assurda per qualsiasi giovane professionista. Non serve essere un genio per capire come mai le donne qui scelgano di avere i figli sempre più tardi o di non averne affatto, perché una maternità comporterebbe il crollo del loro mondo professionale. 

La mia ricerca sul campo si è svolta la settimana scorsa quando una grande ditta di ingegneria ha gentilmente ospitato la mia classe per il corso di Finanza (qualunque cosa sia).
Il "Glass Ceiling Index" dovrebbe includere anche il numero di bagni per le donne.
Ce n'erano due per piano, in un palazzo enorme. Abbiamo dovuto fare la caccia al tesoro per trovarli. Uno dei due era chiuso a chiave, e un cartello sulla porta diceva di richiedere la chiave all'ingresso, probabilmente perché i maschi non rispettavano nemmeno quello spazio. 

Barriera Invisibile? Quale barriera è più evidente e più tristemente metaforica di una porta chiusa in faccia?

Monday, November 6, 2017

of the boundless blessing of anonymity -- sulla benedizione sconfinata dell'anonimato



So I have removed the link to my book from my Blog. It's because if my name is there, I cannot be boundless


There is so much going on in my life at the time, I certainly do not have time to write AND think if what I write is appropriate for my good name. 

It's time for some fall cleaning. Never did the spring cleaning thing, a waste of time when the promise of summer is lurking outside. But this leaden sky calls for reflection, it compresses thoughts with its unbearable weight. Before Christmas is here and all hell breaks lose. 
Got to cut some split ends. 

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Ho tolto il link al mio libro dalla pagina del blog. È perché mi sono accorta che se c'è il mio nome, non posso sconfinare.

Ho talmente tante cose da tenere a bada nella mia vita in questo momento che non ho di certo il tempo di scrivere E per di più pensare se quello che scrivo fa onore al mio buon nome. 

È ora delle pulizie autunnali. Non ho mai fatto quelle primaverili perché con la promessa d'estate che bussa alle finestre non si può di certo stare in casa.
Ma questo cielo plumbeo fa riflettere, comprime i pensieri sotto il suo peso, prima che tutto ci esploda in faccia con la follia del Natale. 
Ora di tagliare qualche doppia punta. 


Tuesday, October 24, 2017

of the most used emoticon -- sull'emoticon più usato


If I survive my kids' puberty, you can call me a Navy Seal, because there is no toughest training than this. I guess they were sitting around the table planning humanity and came up with a way to make Moms put the pains of childbirth into perspective AND not die of heartbreak once their kids leave the house. 
They found it

The frowning face emoticon has become my most faithful companion. It seals any message I exchange with the two grumpy teenagers.

Will you be home for dinner?
IDK
😕

How was the math test?
I'll get an F.
😕

I love you
.....
😕

I made a cake for you, left it on the table.
I need cash.
😕

It's 2am, where are you?
.....
😕

I love you
.....
😕

Hey, how was school?
It sucks. When will you be home?
Soon, you miss me?
No, I need cash. 
😕

I love you (I never give up)
.....
😕

Mom? 
Yes?
I want to get a tattoo.
😕

And so he did. It's beautiful and artsy, and it's really him, even his tattoo is grumpy. I went with him because he's still underage and needed my permission. The step from tattoo-free family to family with tattoo has opened the door to a world of new possibilities, and I am already planning mine. 

And I know that it's fine as long as you are young but once your get older so will your skin and your tattoo with it bla bla bla

So what? All art gets more precious with time
It's a pain you decide to inflict upon yourself. You need to take good care of it, it takes time and dedication. It takes love. And there will be times when you will look at it and wonder what were you thinking. 

A perfect metaphor.
😕

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Se mai sopravviverò all'adolescenza dei miei figli, sarò come una Navy Seal, perché non c'è addestramento più duro di questo. Mi sa che un giorno, quando stavano seduti intorno al tavolo a progettare l'umanità, abbiano pensato a un modo sicuro perché le mamme scordassero i dolori del parto e allo stesso tempo non morissero di crepacuore quando i loro figli cresciuti se ne fossero andati di casa. 

Lo hanno trovato.

Ormai uso soltanto la faccina triste, chiude tutti i messaggi che scambio con i miei due adolescenti imbronciati. 

Vieni a casa per cena?
Boh
😕

Com'è andato il test di mate?
Schifo
😕

Ti voglio bene.
.....
😕

Ti ho fatto una torta, è sul tavolo.
Ho bisogno di soldi.
😕

Sono le 2 di notte, dove sei?
.....
😕

Ti voglio bene.
.....
😕

Tutto bene a scuola?
Si. Quando torni?
Presto, ti manco?
No, ho bisogno di soldi.
😕

Ti voglio bene. (non demordo)
.....
😕

Mamma? 
Si?
Voglio farmi un tatuaggio.
😕

E se l'é fatto. È molto bello e artistico, ed è proprio lui, perfino il suo tatuaggio è un po' imbronciato. L'ho accompagnato perché è ancora minorenne. Essere passati da una famiglia senza tatuaggi a una tatuata ha aperto la porta a un nuovo mondo di infinite possibilità, e a dire il vero sto già pensando a quale farmi fare io. 
Si si, lo so che va bene finché sei giovane ma poi invecchiando la pelle si molla e bla bla bla

E allora? L'arte col tempo diventa più preziosa. 
È un dolore che decidi di infliggerti liberamente. Devi prendertene cura, ci vuole tempo e dedizione. Ci vuole amore. E ci saranno momenti in cui guardandolo ti chiederai chi te l'abbia mai fatto fare.

Una metafora perfetta.
😕



Saturday, September 16, 2017

of calling things with their name -- sul dare alle cose il loro nome


When english speaking news outlets talk about criminals, they refer to them as MEN

"An 18-year old MAN has been arrested for the London subway attack". 

Italian news outlets, on the other hand, refer to any scumbag under the age of maybe 90 as GIOVANE or RAGAZZO. Basically, they are all kids. 
Naughty kids but still kids. 

"An 18-year old was arrested for the London subway attacks. The GIOVANE was found in Dover". 

Now, I am no expert in the psychological effect hidden within terms, but if you are over 18 you are legally a MAN, and if you commit a crime you are a fully grown-up, accountable, reproachable scumbag.  

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Quando i giornali in lingua inglese riportano notizie di qualche criminale, lo chiamano MAN, uomo. 

"An 18-year old MAN has been arrested for the London subway attack". 

Sui giornali italiani, invece, ci si riferisce a qualunque stronzo sotto circa i 90 anni come GIOVANE o RAGAZZO
Son tutti ragazzi, insomma. Cose da ragazzi. 

"Arrestato un 18enne in relazione all'attacco alla metro di Londra. Il GIOVANE preso a Dover".

Allora, io non sono di certo un'esperta sul significato recondito delle parole e il suo effetto sui lettori. Ma se hai più di 18 anni sei a tutti gli effetti, legalmente un UOMO, senza attenuanti. E se commetti un crimine sei anche anagraficamente grande. Un grandissimo stronzo. 

(pic from keepcalmstudio.com)




Thursday, September 14, 2017

of Nike and potential energy -- sulla Nike e l'energia potenziale


So I have memberships to quite a few international associations and I very much enjoy getting their newsletters to quench my FOMO. 
Unfortunately I don't really participate in many of the events they organise. And that's because of two main reasons:

1. My kids' adolescence sucking up every tiny bit of what's left of my energy.

2. The Nike effect. Being a member of these clubs makes me feel connected with their network just as owning a super-cool, dri-fit, latest collection, state of the art running outfit makes me feel fit. It's all in the potential, really. 
If I go as far as putting it on while sitting at my computer, I am ready for the olympics.

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Sono iscritta a diverse associazioni internazionali e mi piace molto ricevere le loro riviste per sentire che mi tengo al corrente di tutto. 
Sfortunatamente non partecipo a molti degli eventi che organizzano, e ci sono due ragioni principali:

1. L'adolescenza dei miei figli che risucchia ogni residuo di energia che mi è rimasto alla fine della giornata.

2. L'effetto Nike. Essere iscritta a queste associazioni mi fa sentire connessa e informata proprio come avere nell'armadio un favoloso completo da corsa dei-fit della ultima generazione mi fa sentire in forma. È tutto nel potenziale.
Se poi lo indosso mentre sto seduta davanti al computer, sono pronta per le olimpiadi. 

(pic from Nike)

Tuesday, September 5, 2017

of quality over quantity -- sulla qualità e la quantità


The bias against professional women is astonishing.
I have just read this book called LEADERS for my Master. It was about the 2008 financial crisis, and although in its 150-something pages it mentioned women a whopping 34 times, only 6 times they were depicted in professional roles. Never as leaders. The other 28 times they were either assistants, mothers-wives or lovers, or prostitutes.
If aliens were to visit the earth and read this book to have an idea about ways to rule our world through human leadership, they would get quite a curious impression of women, these frivolous, marginal creatures.
As you might imagine, I immediately emailed the author, who gracefully replied thanking me for my thorough analysis and saying that none of his readers had ever considered his book from this point of view.

Really?

Admittedly none of the ladies in my Master who also read the book, reacted with the same outrage. So the bias is not just astonishing, but embedded within our culture.

But we girls stick together, right? We have each other’s back and proceed in one compact front.

As if.

Recently I was at a networking event for professional women. Some were working 100%, others were moms who just came back from a maternity leave (which in Switzerland can be quite long because of the prohibitive daycare prices), and some like me were exploring the possibility of a new challenge.
Soon enough the ladies were throwing shadow at each other. Working against stay-at-home (which is ALSO work). There were the “I could never stay home” moms, the “you cannot be serious about your work with a part-time position” moms, and my personal favorite: the “QUALITY OVER QUANTITY” moms.
I know that all this judgement has little to do with the OTHER moms’ choices and everything to do with our own, but I still believe that this QUALITY business is often just an alibi for parents who delegate way more than they should.

There, I have said it.

Of course, women should be supported in going back to their profession once they become mothers, and the secret of life lies within BALANCE.
But kids need both QUALITY AND QUANTITY. And quantity begets quality.
That’s why when Anne-Marie Slaughter’s article Why Women Still Can't Have It All came out, it created such a stir. She basically says that there are two phases in the kids’ life (early childhood and puberty) in which the stable presence of a parent at home makes a huge difference in their development. Or at least that’s what I think she says, because I read the article the same way I watch horror movies: holding my hands in front of my eyes and peeking through my fingers for fear of never being able to sleep again. Yes, that’s the terror of making mistakes mothers have to live with. Ms. Slaughter’s name doesn’t certainly help.

I will say it once again. Quantity begets quality. Just as in any other complex human activity: work, study, friendship and sports. You give it all you can until you become a pro.

Unless of course you are Michel Platini, who never trained, smoked, and still never failed one kick.


Good luck.

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I pregiudizi con cui hanno ancora a che fare le donne sul mondo del lavoro hanno dell’incrdibile.
Ho appena letto il libro LEADERS per il mio Master. Parla della crisi finanziaria del 2008 e nonostante nelle sue circa 150 pagine nomini le donne per ben 34 volte, soltanto 6 sono professioniste. Nessuna è un LEADER e le altre 28 sono  assistenti, madri/mogli/amanti, o prostitute.
Se un alieno arrivasse sulla terra e leggesse questo libro per capire come dominare il mondo, si farebbe un’idea piuttosto curiosa (eufemismo) su queste creature inette e marginali.
Come potete immaginare, ho immediatamente scritto all’autore che mi ha gentilmente risposto ringraziandomi dell’analisi dettagliata e dicendosi sorpreso, inquanto nessun lettore aveva mai visto il libro da quel punto di vista.

Davvero?

In effetti nessuna delle partecipanti al mio Master ha reagito col mio stesso sdegno. Quindi i pregiudizi non sono solo incredibili ma anche ormai mimetizzati nella nostra cultura.

Ma noi ragazze non ci facciamo dividere, giusto? Procediamo unite difendendoci a videnda!

Magari!

Sono stata di recente a un evento per donne professioniste. Alcune lavoravano a tempo pieno, altre erano mamme appena rientrate da una pausa per maternità e altre ancora, come me, erano alla ricerca di un cambiamento e di una nuova sfida.
In men che non si dica sono iniziate le frecciate. C’erano le mamme “io non potrei mai stare a casa”, le mamme “non si può pensare di lavorare seriamente con una posizione part-time", e anche le mie preferite: le mamme “QUALITÀ PIUTTOSTO CHE QUANTITÀ”.
Ormai so bene quanto questi giudizi abbiano poco a che fare con le scelte delle altre mamme, ma siano piuttosto solo un modo per convincere noi stesse della validità delle nostre decisioni. Ma in ogni caso. Questa faccenda della QUALITÀ secondo me è solo un alibi per i genitori che delegano molto più di quanto dovrebbero.

Ecco. L’ho detto.

Certo che le mamme dovrebbero poter tornare a lavorare dopo la maternità, il segreto della vita sta nel trovare l’equilibiro, in fondo.
Ma ai bambini servono sia QUALITÀ CHE QUANTITÀ. Ed è spesso la quantità a facilitare la qualità.
Ecco perchè l’articolo di Anne-Marie Slaughter Perché Le Donne Non Possono Ancora Avere Tutto (è in inglese) ha suscitato tanto scalpore. In breve dice che ci sono due fasi nella vita dei bambini (la prima infanzia e la pubertà) in cui la presenza fissa di un genitore fa una differenza enorme. Almeno credo che sia quello che dice, perché ho letto l’articolo nello stesso modo in cui guardo i film dell’orrore: con le mani davanti agli occhi sbirciando fra le dita per la paura di non riuscire poi mai più ad addormentarmi. Perché questo è il terrore che le mamme hanno di star facendo tutto sbagliato.

Lo dico e lo ripeto. È grazie alla quantità che si ottiene la qualità. Così come per ogni altra attività complessa: lavoro, studio, amicizia e sport. Ti ci dedichi anima e corpo finché non diventi bravissima.

A meno che tu non sia Michel Platini, che non andava agli allenamenti, fumava, ma lo stesso non sbagliava mai un tiro.

Buona fortuna.

(pic from Pinterest)