Friday, June 30, 2017

on dark chocolate and revenge -- sulla vendetta del cioccolato


So, one of the things that make me proud of living in Switzerland is certainly the annual pro-capita consumption of chocolate. But chocolate with 75% cacao?
I don’t think it was ever meant to be food.
I think it was originally an intermediate product in the processing of the cacao bean, until someone working on that production line needed to get back at an unfaithful boyfriend and wrapped up the 75%  stuff in silver foil to make it look like the real thing.

And now it’s become one of those things you need to say you like to show your sophistication.

Like truffles.

Perhaps, like truffles, it should be tasted in tiny amounts, grated parsimoniously on top of food to add that expensive old-tennis-shoes scent that is so popular among food connoisseurs.
Certainly that scores in chocolate’s favor, the lack of smell. Plus truffles don’t really serve any other practical use, whereas a 75% cacao chocolate bar is great as beer coaster, fly swatter and to level that annoying wobbling table.

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Una delle cose che mi rendono orgogliosa di vivere in Svizzera è senza dubbio il consumo annuale pro-capite di cioccolato. Ma quello col 75% di cacao?
Non credo che fosse mai stato studiato come commestibile.
Penso che in origine si trattasse semplicemente di un prodotto intermedio nella lavorazione del cacao, finché qualcuno che lavorava a quel processo non ha avuto bisogno di vendicarsi di un fidanzato traditore e ha avvolto un tozzo di materia al 75% in un foglio di metallo per farlo sembrare il prodotto finito.

E adesso è diventato una di quelle cose che devi per forza dire di apprezzare per far vedere quanto sei sofisticato.

Come i tartufi.

Forse, così come i tartufi, dovrebbe essere grattugiato in dosi minime su altri piatti per aggiungere quell’aroma di vecchie scarpe da tennis così amata dai connoisseur .
Questo di sicuro è un punto in favore del cioccolato, la mancanza di odore.
Inoltre i tartufi non possono essere usati per granché altro, mentre una bella tavoletta di cioccolato al 75% funge benissimo da sottobicchiere, schiacciamosche o per livellare quel noiosissimo tavolo ballerino.

Thursday, June 29, 2017

of the winning ticket -- sul biglietto vincente


So a few days ago I got a winning ticket and have been in a state of grace since then.

I took the Grumpy Girl and her friend N. to Bern to see the Bieber.
They queued stoically for 7 hours in front of the Stade de Suisse like the badass BELIEBERS they are, and when the doors finally opened, they ran and engaged in all the necessary shoving and elbowing and kicking to be the ones at the very front. 
That's my girl.
They made it to the 5th row but it seemes that the blob of crazed teenage girls is like magma, it bubbles and changes shape the entire time before and during the concert, so they did at times graze the stage. It’s a matter of survival of the fittest.

When the concert was about to begin, I remained in the proximity of the stadium, feeling that in case of an emergency I could turn into Elastigirl from the Incredibles, who to protect her family, can turn into a shield, or a rocket or a parashoot.

I sat on a bench with a book and waited for the Bieber’s magic to erupt from the stadium into the dusk (yes, I cannot let go of the volcano metaphor, mind your own business), feeling a bit left out (quite literally) and trying to keep my Carpe Diem at bay.

And then… this guy comes by and… he has one last ticket to sell…
Just for fun I ask him...  how much?
20 Franken

Me looking like Munch’s Scream: “20 FRANKEN????”  
In Switzerland going to the movies is already 18 bloody Franken!


Of course I took it and I got in just as the Bieber was emerging from the stage himself, my Carpe Diem restored in all its natural glory by that Teen Spirit that I normally keep hidden in my blood, all smug and triumphant from having just won the Bieber lottery.

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Qualche giorno fa ho beccato un biglietto vincente e da allora vivo in uno stato di grazia.

Ho portato mia figlia e la sua amica N. a Berna a vedere the Bieber.
Sono rimaste in coda stoicamente per 7 ore al sole davanti allo Stade de Suisse perché sono delle BELIEBERS indomite, e quando finalmente si sono aperte le porte dello stadio, hanno corso e dispensato la dose necessaria di sgomitate, spintoni e calci per riuscire ad arrivare davanti.
È mia figlia.
Sono riuscite ad approdare verso la quinta fila ma a quanto pare il blob di adolescenti impazzite è come la lava, ribolle e cambia forma tutto il tempo, prima e durante il concerto, quindi un paio di volte sono riuscite ad arrivare al palco. È una questione di sopravvivenza del più forte.

Quando il concerto stava per iniziare, sono rimasta nelle vicinanze dello stadio, con l’idea che in caso di un’emergenza avrei potuto fare come Elastigirl del film Incredibles, che per difendere la sua famiglia di trasforma in uno scudo, un razzo o un paracadute.

Mi sono seduta su una panchina con un libro aspettando che la magia del Bieber eruttasse dallo stadio e riempisse la notte (si, ce l’ho con la metafora del vulcano oggi, e allora?), mi sentivo lasciata fuori (letteralmente) e cercavo di tenere a bada il mio Carpe Diem che protestava.

E poi… passa un tizio e… ha ancora un biglietto da vendere…
E solo così, tanto per fare, gli chiedo… quanto costa?
20 Franken

Al che io, con la faccia da Urlo di Munch: “20 FRANKEN?????”
In Svizzera andare al cinema costa 18 fottuti franchi!

Certo che sono entrata, e subito, giusto in tempo per veder emergere the Bieber dal palco, il mio Carpe Diem riscattato in tutta la sua gloria, con quel Teen Spirit, che normalmente tengo nascosto nel sangue, tutto tronfio e compiaciuto per aver appena vinto la Bieber lottery.