Wednesday, July 5, 2017

Of the privileged bitch -- sulla stronza privilegiata


So this is something that hurts me deeply and not one day goes by without me thinking about it.
I had a friend for 25 years, P., somebody I shared pivotal moments of my life with.
She stopped talking to me, erased me from her life. Why?
Because of TRUMP.
She is a fierce democrat who on the day of the presidential election had organized a Hillary victory party at her house together with some other fierce democrats, mostly single moms from what I understand.
Single moms tend to act as if they were a league of their own with some extra bit of heroism that sets them apart.  Well, they might not have it easy, but as anyone who has been in the same relationship for a looooong time knows all too well: true heroism lies within sticking together.
Anyway, that’s beyond the point now.

After the elections, I wrote a superficial post on FB. I said that I was glad the circus was finally over (little did I know that it was just the beginning) and that after having lived as a foreigner in several countries for 20 years, I strongly believed in the natural goodness of people.
That did it, P. shot me down, the last words she ever spoke to me were: You are certainly not the kind of immigrant Hillary is standing up for, you privileged expat. And that was that.
Admittedly I never passed the border at night on foot in the middle of nowhere. And I never lived in a shack hiding from the police. But I have mixed and matched with the people of all the countries I have lived in, and did not have a PRIVILEGED EXPAT tattoo on my forehead. Still, I was met almost exclusively with kindness.
Anyone who knows me can testify that I am no Prada-girl (P. is, btw) and that I like to get “down and dirty” when I travel. In Asia perhaps I failed to properly camouflage myself, because I did wear sunglasses, but didn’t go that extra mile and dye my hair black. Arrogant snob that I am.
Anyway, I have stopped trying to patch things up with P. because she hasn’t dignified my attempts with one single word, and I have less bitter people to dedicate my precious time to.
If she wants to vent her anger by calling me a superficial privileged expat, then be it.


Unfortunately, this has become a commandment from the Know-It-All Bible of political activists of all sides: When in shortage of valid arguments, thy shall slap a demeaning label on whoever disagrees and move on.

(Picture from Vogue)

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Ho questa ferita aperta e non passa giorno che io non ci pensi.
Avevo una cara amica per 25 anni, P. Ho condiviso con lei momenti fondamentali delle nostre vite e adesso non mi parla più.
Mi ha buttata via. Perché?
Per colpa di TRUMP.
È una democratica sfegatata che la sera delle elezioni presidenziali americane aveva organizzato a casa sua un party per festeggiare la vittoria di Hillary insieme ad altre sue amiche, tutte mamme single mi pare.
Le mamme single pensano di essere un po’ una razza superiore, con un non-so-che di eroico in più degli altri. Sicuramente avranno le loro difficoltà, ma chi è in una relazione fissa da tempo sa benissimo che il vero eroismo sta nel restare insieme.
In ogni caso non è di questo che volevo parlare.

Dopo le elezioni, ho scritto un post superficiale su FB. Ho scritto che ero contenta che il circo fosse finalmente finito (e invece era appena iniziato…) e che avendo vissuto da straniera per 20 anni in diversi paesi del mondo, credo fermamente nell’innata bontà delle persone.
È stato questo. P. mi ha distrutta, le ultime parole che mi ha rivolto sono state: Non sei certo tu il tipo di immigrato che Hillary difende, tu sei solo un’EXPAT PRIVILEGIATA.
Fine.
In effetti non ho mai dovuto attraversare il confine di notte a piedi nel mezzo della steppa, nè ho vissuto in baracche sperando che la polizia non mi beccasse. Ma mi sono sempre mescolata con la gente dei posti in cui ho vissuto, e non avevo EXPAT PRIVILEGIATA tatuato in fronte. E ciò nonostante ho quasi sempre incontrato solo gentilezza.
Chi mi conosce sa bene che non sono una Prada-girl (P. lo è, fra l'altro)  e che mi piace “sporcarmi le mani” per esplorare nuovi paesi. In Asia forse ho fallito nel mio tentativo di mimetizzarmi perché sì che avevo gli occhiali da sole, ma non ho fatto il passo successivo di tingermi i capelli di nero, arrogante stronza che non sono altro.
In ogni caso, ho smesso di tentare di ricucire i rapporti con P, perché si rifiuta di rispondermi, e ho tante persone meno inacidite a cui dedicare il mio tempo prezioso.
Se vuole sfogare la sua frustrazione dandomi dell’expat privilegiata e superficiale, buon per lei.

Putroppo però questo sembra essere diventato uno dei comandamenti della Bibbia politica di chi pensa di sapere tutto: Quando mancano argomenti validi, sbatti in faccia al tuo interlocutore un’etichetta offensiva e voltagli le spalle.

(Foto da Vogue)

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